I rally moderni sono diventati via via sempre meno lunghi e meno massacranti, accentuando sempre più il lato agonistico e velocistico della disciplina, accantonando in parte gli aspetti avventurieri e di sfida alla resistenza meccanica e umana che erano insiti nelle gare di questo tipo fino alla metà degli anni '70.


Ogni rally prevede una "partenza", a cui seguono tratti di trasferimento che portano gli equipaggi fino al via dei tratti cronometrati, quelli cioè che sono utilizzati, con il semplice principio della somma dei tempi, per stilare le classifiche finali.
I concorrenti devono presentarsi ad un "controllo orario" (C.O.), nell'esatto minuto riportato nella tabella di marcia, prima d'affrontare ogni tratto cronometrato (prova speciale); eventuali ritardi o anticipi sono sanzionati con penalità di tempo, che verranno aggiunte alla somma totale dei tempi segnati in ogni prova speciale.


Durante i "trasferimenti" ogni vettura dovrà osservare scrupolosamente il Codice della strada, solo i tratti di strada delle prove speciali sono infatti chiusi al traffico, durante i trasferimenti gli organizzatori possono istituire dei "controlli a timbro" per verificare che gli equipaggi rispettino il percorso previsto.


Ogni rally prevede inoltre uno o più "riordini", ovvero una sosta che può variare dai 10 ai 30 minuti circa, utile agli organizzatori per gestire gli eventuali ritiri di vetture che si susseguono durante ogni rally. Gli equipaggi infatti prendono il via uno dopo l'altro, normalmente a distanza di un minuto uno dall'altro, salvi casi particolari (esempio: percorsi sterrati dove la polvere può creare problemi di visibilità) in cui questo tempo può aumentare.


Dopo ogni riordino è previsto di norma un "parco assistenza", unico luogo in cui le vetture possono essere riparate, inoltre a ridosso di questi parchi assistenza viene allestita una zona refuelling, dove è possibile rifornire le auto di carburante.